Questo progetto prevede la donazione di semi ai beneficiari che in questo modo possono coltivare orti domestici o comunitari, per aumentare la varietà in tavola e avere eventuali entrate, con cui comprare cibo di diversa natura, derivanti dalla vendita delle eccedenze.
Dalla fine di marzo 2020 le attività del progetto 3S, svolto alcuni anni prima come progetto pilota nell’aldea di S. Nicolas, sono riprese, allo scopo di sostenere una situazione socio-economica molto fragile e ulteriormente provata dalla pandemia.
Sono state 120 le famiglie che hanno beneficiato nel 2021 del progetto.
Alla distribuzione di pacchi alimentari e di sementi da coltivare sono seguiti:
– corsi di formazione per imparare a coltivare i semi e minimizzare gli sprechi;
– corsi di economia circolare, per imparare in primis a gestire le eccedenze, eventualmente considerandole fonte di monetizzazione per la famiglia, per acquistare cibo di altra natura, secondo per saper impiantare porzioni delle piante stesse, per non dover essere sempre dipendenti dall’acquisto dei semi per godere costantemente della produzione agricola, terzo ed ultimo per non essere orientati al vivere alla giornata, ma pianificare le esigenze familiari e le proprie risorse a lungo termine;
– installazione di cisterne per il recupero dell’acqua piovana, per evitare la distruzione dei raccolti, durante i lunghi periodi di siccità.
Nel 2022 si è dato il via a due nuove fasi del progetto 3S:
- coinvolgimento di nuove famiglie in un nuovo distretto, del municipio di Esquipulas
- monitoraggio delle famiglie sino ad oggi coinvolte
Negli ultimi due anni anche il progetto 3S ha avuto un importante trasformazione: da progetto di agricoltura domestica a progetto di sviluppo socio economico.
Alcune delle famiglie maggiormente coinvolte sono state selezionate per dare vita ad una produzione di chile chiltepe, un peperoncino autoctono, ad alta produttività.
Le famiglie hanno iniziato a coltivare il peperoncino, a trasformarlo e a venderlo creando una intera filiera, dalla materia prima al prodotto finito. Questo permette loro di avere un vero e proprio lavoro e incoraggia un importante cambiamento nel tessuto socio economico, altro fattore fondamentale per prevenire la malnutrizione, che è sempre dovuta ad una concomitanza di fattori: inconsapevolezza dei genitori sulle reali esigenze nutritive di un bambino e povertà. Agire solo su una delle due cause non è risolutivo: per questo abbiamo scelto di accerchiare il problema per affrontarlo in maniera totale e definitiva.
Ad oggi le famiglie impegnate sono 5, ma puntiamo a far crescere questo progetto aumentando di anno in anno il numero di famiglie coinvolte!
