
In questa foto ci sono due bambine che ci hanno seguiti mentre camminavamo dopo la scuola insieme ai maestri.
A Zarzalito è proprio così: non sei mai solo. Ti allontani dalla scuola, ti giri, e ti ritrovi accompagnato da tanti bambini scalzi, di tutte le età, maschi e femmine, uniti dalla stessa curiosità e da una dolcezza disarmante.
Questa immagine racchiude per me tantissime emozioni. Mi riporta alla semplicità e alla purezza di queste persone: bambini che spesso non hanno cibo sufficiente, né acqua potabile, né giochi, ma che nonostante tutto non si lamentano.
È assurdo e doloroso pensare che ancora oggi bambini muoiano di fame, mentre nel mondo tonnellate di cibo vengono sprecate ogni giorno.
Grazie all’associazione Nutrizionisti Senza Frontiere, nell’aldea di Zarzalito, nella zona di Esquipulas, in Guatemala, non si registrano più casi gravi di malnutrizione infantile.
Questo progetto straordinario si occupa di educazione alimentare nelle comunità rurali più povere del Paese e di monitorare la salute dei bambini nelle aldee, migliorando concretamente la loro qualità di vita.
Da questa esperienza ho capito che il Guatemala è fatto di disuguaglianza, fame e difficoltà nell’accesso all’istruzione, ma è anche cultura indigena, ricca di tradizioni antiche, ed è una povertà che non tocca l’animo.
Anzi, sembra quasi che chi ha meno sia più disposto a condividere, ad accogliere e ad aiutare.
Per me è stata un’esperienza davvero incredibile, che mi ha lasciato tanto, sia a livello umano che professionale: in un luogo segnato da fame e disuguaglianze, ho trovato una ricchezza immensa: la purezza.
